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La Festa non è semplicemente un momento di affermazione politica e di sostegno ad un partito. La Festa de l’Unità, prima, oggi quella Democratica, raccoglie in pochi giorni un grande significato sociale. Come quasi tutte le occasioni organizzate e gestite dal volontariato nasce, innanzitutto, dal desiderio che le persone hanno di aggregarsi su un obiettivo comune. E’ un piacere offrire se stessi ad una causa, riconoscersi simili, godere della forza che un gruppo trasmette ai singoli componenti. Uscire, poi, dall’anonimato delle famiglie ed essere protagonisti pubblici di uno spettacolo collettivo come sono le Feste, è il secondo valore di cui sono portatrici. La Festa è per gran parte costruita sull’incontro dei volontari che lavorano, con i concittadini fruitori della manifestazione. Le iniziative politiche e culturali della Festa non sono che ulteriori motivi e occasioni per creare relazioni fuori dagli spazi usuali di vita, per discutere di temi che la quotidianità limita o annulla. La lunga storia ed il futuro di questa festa popolare è fondata saldamente su questi bisogni umani. Vogliamo condividere ciò che pensiamo, le nostre capacità insieme alle idee, vogliamo essere noi stessi in mezzo agli altri. Il Partito Democratico è anche questo. Quest’anno la nostra manifestazione assume anche un altro importante significato. A pochi mesi dalle elezioni amministrative che hanno visto la netta affermazione del Centrosinistra e dalla vittoria schiacciante del Sì ai quattro Referendum su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento, la festa democratica si pone in continuità con lo spirito di rinnovamento e mobilitazione che si è respirato nel nostro paese e nelle nostre realtà cittadine. Per non disperdere il senso di questo percorso già avviato ma anzi contribuire a consolidarlo e ad alimentarlo con nuova energia. Roberto Panfi |





